Muri diVersi

2 colletta

2ª edizione
Rassegna Voci di Donne – Oratorio di S. Caterina, Colletta di Castelbianco (SV) – Dal 15 al 29 giugno 2003

GUIDA ALLA MOSTRA di Tiziana Villani
Il muro, la scrittura, il tempo: i graffiti di Anna La Stella
Le parole possono essere una traccia, un segno, un percorso in transito come il nostro esistere odierno; frammenti di un passaggio che, nelle metropoli, è sempre necessariamente troppo veloce.
I graffiti realizzati da Anna La Stella hanno questa qualità precaria, questa fragilità estrema di uno sguardo che sui muri rapisce un volto, parole, ombre e figure.
È questa un’espressione di poesia in viaggio, che nelle stesse parole dell’autrice, si offre come uno squarcio, quasi una piega sui muri che assediano per ogni dove il nostro quotidiano. Ecco che allora il muro stesso muta di funzione: da ostacolo, limite, barriera si trasforma in orizzonte; un orizzonte pervaso da segni che poi sono parole e immagini. Se la metropoli, nella sua architettura, nei suoi arredi urbani, appare costellata da un gioco infinito di mura, bene queste mura possono sempre rivelare destini diversi, confini che si insediano, frontiere che si infrangono.
I versi sui muri agiscono come trame che propongono la lingua di una “poesia per strada” giocata e offerta ai passanti. Offrire versi su muri già densi di immagini e di altri segni implica così un movimento di scarto radicale, l’apertura verso altri significati e linguaggi possibili. Ma, il primato non appartiene a nessuno, le parole rimandano ai volti, i volti ad altre scritture, a una pluralità infinita di altri segni che si sono stratificati e contaminati.
La cura, la minuzia tecnica che si esplicitano in ogni immagine di graffito di Anna La Stella, sono un procedimento di attenzione. Ripensare un muro attraverso l’impiego di tanti linguaggi ed espressioni, significa trasformarne la funzione pur non modificandone la natura. Il muro stesso è divenuto linguaggio, i graffiti raggrumano queste sue nuove espressioni che non si vogliono date una volta per tutte.
L’aver realizzato questi graffiti attraverso un processo che ha saputo mettere in relazione scritture e immagini ci permette, come ad Alice nel gioco dello specchio, di varcare una soglia, di crescere o diminuire nell’atto stesso del passaggio che in questo caso sono le creazioni di Anna La Stella. Attraverso lo scorrere dei graffiti possiamo allora compiere una sorta di danza iniziatica che ci pone di fronte a nuove modalità di sguardo e dunque di vita.