Graffiti

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Roma – Facoltà di architettura – Valle Giulia – Dal 15 al 30 giugno 2004

GUIDA ALLA MOSTRA di Anna La Stella

Il 27 settembre del 2002 il mio sguardo è casualmente catturato da un’immagine pubblicata in prima pagina sull’Unità. È la foto di un graffito inciso su un muro arancione.
Poco sotto sta scritto che, a Roma, le tracce della contestazione sono state riportate alla luce dopo 34 anni. Che i graffiti “su disegni di Guttuso e incisi dagli studenti sui muri della facoltà di Valle Giulia, sono stati restaurati e che i cromatici segni della rivolta studentesca sono stati riconsegnati alla città”.
Poche righe, ma sufficienti a scatenare in me un grande interesse. Avverto di aver trovato un tassello importante per il mio lavoro: un puzzle fatto di sovrapposizioni di parole e immagini, e dove attore principale è il muro, con i suoi infiniti rimandi, linguaggi, simbologie. L’intuito non mi ha tradito. Quando un anno dopo, da Milano arrivo a Valle Giulia e inizio a inquadrare nell’obbiettivo i graffiti e i protagonisti della contestazione storica e di quella più recente (la Pantera) so per certo che la tela del ragno sta crescendo. Sta aggiungendo nuove tessere, preziose testimonianze, capaci di resistere al tempo e alla storia tra le pieghe dei muri.