Muri diVersi

1 feltrinelli

Nuove facciate
Libreria Feltrinelli – Via Manzoni 12, Milano – Dal 10 al 31 marzo 2004

GUIDA ALLA MOSTRA di Marco Tullio Giordana

Cara Anna,
vedendo i tuoi “muri” mi è venuto in mente che il titolo del mio primo film “Maledetti vi amerò” l’ho trovato graffiato su un muro. La vernice era ancora fresca, colava un rigo da una “i”, lento come una lumaca. L’ho trascritto senza sapere ancora che così si sarebbe chiamato il film che stavo ancora scrivendo, cioè tutta la mia speranza, tutta la voce che mi facevo uscire reclamando di esistere ed essere ascoltato.
Li ho sempre guardati i muri, mi lascio incantare dalla materia dell’intonaco che si sfarina, dalle macchie di salnitro, dai manifesti stratificati, lisi, strappati, che trasformano le superfici in quadri immensi di Mimmo Rotella. E poi le scritte, i disegni le macchie di colore. Ho sempre pensato che chi scrive sui muri non scrive per gli altri ma per sé. Ingigantisce l’urlo che gli scoppia dentro, lo fa diventare maschera, inno di battaglia. Anche la più dolorosa delle scritte, la più tumefatta e disperata, contiene un’energia che cancella ogni lutto, proclama esistenza e vitalità, voglia di venirne a capo.
Guardo i tuoi muri e le scritte che vi sovrapponi e non posso fare a meno di pensare a quanto forte e assoluto è il tuo amore per Milano, per i suoi muri/libri o muri/schermi, per gli sconosciuti che passano e buttano un’occhiata.
Un abbraccio, Marco Tullio

Muri diVersi

3 360 gradi

3ª edizione
360° – via Tortona 12 (MM Porta Genova), Milano – Dal 15 al 30 Ottobre 2003

GUIDA ALLA MOSTRA di Barbara Roveda e Nicolò Minerbi

Muri che parlano, raccontano di storie altrui, ma che diventano anche la base ideale su cui tracciare storie, pensieri e riflessioni proprie. Sono così i muri di Anna La Stella: graffiti rubati alla città, facciate segnate dal tempo e dall’uomo, intonaci scrostati, fotografati e poi trasformati in “fogli virtuali” su cui imprimere nuove parole e nuove immagini. Una ricerca mai terminata, che ha già dato vita alla mostra Muri diVersi all’inizio del 2003 e che prosegue oggi con una nuova edizione.
Affascinata prima dai graffiti come espressione dell’arte di strada, Anna La Stella ha nel tempo esteso la sua ricerca a tutti i segni del muro, dai colori alle crepe, ai particolari. “I muri”, dice l’artista, “hanno una grande forza simbolica, rappresentano il tempo, la barriera ma anche la curiosità, perché invitano a essere superati per vedere cosa c’è oltre. E pian piano sono diventati la tela essenziale dei miei lavori: una sorta di spugna che nel suo gioco assorbe, stravolge, regala al soggetto nuova vita”.
Note biografiche
Milanese, 47 anni, laureata in inglese con una tesi sul cinema americano, Anna La Stella fotografa dal ‘72 e scrive versi dal 1988. Dal 1994 ha iniziato la raccolta di fotografie di muri, scattate a Milano e in altre città italiane ed europee.
La prima mostra personale Muri diVersi si è tenuta al Cinema Anteo di Milano nel febbraio del 2003. Nel giugno del 2003 ha partecipato alla rassegna Voci di Donne, organizzata dalla Provincia di Savona a Colletta di Castelbianco.

Muri diVersi

2 colletta

2ª edizione
Rassegna Voci di Donne – Oratorio di S. Caterina, Colletta di Castelbianco (SV) – Dal 15 al 29 giugno 2003

GUIDA ALLA MOSTRA di Tiziana Villani
Il muro, la scrittura, il tempo: i graffiti di Anna La Stella
Le parole possono essere una traccia, un segno, un percorso in transito come il nostro esistere odierno; frammenti di un passaggio che, nelle metropoli, è sempre necessariamente troppo veloce.
I graffiti realizzati da Anna La Stella hanno questa qualità precaria, questa fragilità estrema di uno sguardo che sui muri rapisce un volto, parole, ombre e figure.
È questa un’espressione di poesia in viaggio, che nelle stesse parole dell’autrice, si offre come uno squarcio, quasi una piega sui muri che assediano per ogni dove il nostro quotidiano. Ecco che allora il muro stesso muta di funzione: da ostacolo, limite, barriera si trasforma in orizzonte; un orizzonte pervaso da segni che poi sono parole e immagini. Se la metropoli, nella sua architettura, nei suoi arredi urbani, appare costellata da un gioco infinito di mura, bene queste mura possono sempre rivelare destini diversi, confini che si insediano, frontiere che si infrangono.
I versi sui muri agiscono come trame che propongono la lingua di una “poesia per strada” giocata e offerta ai passanti. Offrire versi su muri già densi di immagini e di altri segni implica così un movimento di scarto radicale, l’apertura verso altri significati e linguaggi possibili. Ma, il primato non appartiene a nessuno, le parole rimandano ai volti, i volti ad altre scritture, a una pluralità infinita di altri segni che si sono stratificati e contaminati.
La cura, la minuzia tecnica che si esplicitano in ogni immagine di graffito di Anna La Stella, sono un procedimento di attenzione. Ripensare un muro attraverso l’impiego di tanti linguaggi ed espressioni, significa trasformarne la funzione pur non modificandone la natura. Il muro stesso è divenuto linguaggio, i graffiti raggrumano queste sue nuove espressioni che non si vogliono date una volta per tutte.
L’aver realizzato questi graffiti attraverso un processo che ha saputo mettere in relazione scritture e immagini ci permette, come ad Alice nel gioco dello specchio, di varcare una soglia, di crescere o diminuire nell’atto stesso del passaggio che in questo caso sono le creazioni di Anna La Stella. Attraverso lo scorrere dei graffiti possiamo allora compiere una sorta di danza iniziatica che ci pone di fronte a nuove modalità di sguardo e dunque di vita.